Territorio
Cupramontana: la terra che ha inventato il vino
La tradizione vitivinicola di Cupramontana è plurimillenaria. Ne è preziosa testimonianza visiva la cornucopia con grappoli d'uva retta da un putto alato, frammento di una più ampia decorazione marmorea d'epoca romana che arricchiva la dimora di qualche patrizio dell'antica Cupra Montana.
Le vigne che sul colle di Rovejano, nel territorio di Cupramontana, erano presenti in epoca longobarda e franca (secoli VIII-X) costituirono il legame ideale e concreto tra l'antichità classica ed il poderoso rinnovamento spirituale ed agricolo operato da una capillare presenza dei monaci benedettini nelle nostre colline e nelle nostre valli. Essi "insegnarono" di nuovo le coltivazioni agricole e, in particolare, della vite. Poi i monaci si diradarono ma il loro "insegnamento" conquistò spazi crescenti e progressivamente il settore vitivinicolo si affermò fino a far diventare Cupramontana (allora Massaccio fino al 1861) la terra che "abonda di viti che producono vini squisiti, ed in molta copia" (Francesco Menicucci, 1789).
Forse Cupramontana non ha inventato l'uva, ma ha "inventato" la specifica coltivazione del "verdicchio": tra i tanti vitigni presenti da secoli sul territorio, è riuscita a realizzare la migliore osmosi e sintonia tra le sue peculiarità e quelle della terra di origine.
