Una storia aziendale da sorseggiare lentamente
E’ la storia della passione per la coltivazione della vite. Il risultato di un impegno costante di chi crede, ogni giorno, in quello che fa, con dedizione. Colonnara, viticultori in Cupramontana, nasce nel 1959 grazie all’iniziativa di 19 viticoltori. E' solo l'inizio, ma qui è già scritta la storia dell'azienda, con i suoi valori fondanti: da una parte i pregi di una terra, dall'altra l'esperienza diretta, patrimonio prezioso dei soci viticoltori.
La crescita è subito rapida: nel giugno del ’60 altri 48 nuovi soci entrano a far parte della cooperativa che nel ’63 corona il sogno della prima vendemmia. L’anno successivo viene inaugurato lo stabilimento enologico, caratterizzato dall’originale “torre vinaria”, un vero e proprio gioiello dell’ingegneria industriale enologica di quei tempi. Lo sviluppo procede velocemente, con eventi degni di essere ricordati come quello del 1966, quando viene messo in commercio il primo Verdicchio in bottiglia con una firma d’autore, l’etichetta realizzata dal grafico “Bruno da Osimo”.
Due anni più tardi giunge il riconoscimento del Verdicchio dei Castelli di Jesi come produzione a denominazione di origine controllata (D.O.C.). Un fatto significativo, testimonianza concreta degli sforzi compiuti nel segno della qualità.
Nel ’70 Colonnara partecipa alla prima fiera internazionale in Germania e nei 10 dieci anni successivi si intensificano i rapporti commerciali, soprattutto con la Gran Bretagna, la Germania e gli Stati Uniti. Tutto ciò grazie anche alla particolare attenzione per gli investimenti tecnologici finalizzati alla produzione di spumanti metodo charmat e metodo classico.
Il 1985 è un anno decisivo. Il 24 giugno viene cambiata la ragione sociale da “Cantina Sociale di Cupramontana” a “COLONNARA, società cooperativa agricola a responsabilità limitata”, nome già da tempo utilizzato come marchio per il Verdicchio dei Castelli di Jesi doc classico e per lo spumante brut. A novembre un prestigioso riconoscimento corona il lavoro dell’intera azienda: al 5° Banco di Assaggio dei Vini d’Italia di Torgiano, una delle manifestazioni più autorevoli del settore in campo nazionale, lo spumante “Colonnara Brut Metodo Classico Millesimato 1982” riceve la Medaglia d’Oro insieme ad altri cinque grandi nomi della spumantistica italiana. E’ solo il primo di una lunga serie di premi che accompagneranno la storia della Colonnara negli anni seguenti. Il 1985, inoltre, è anche il primo anno di produzione di due vini che hanno segnato la storia dell’azienda: il Verdicchio Cuprese e il rosso Tornamagno.
Per una cooperativa era davvero un fatto raro in Italia, frutto di apprezzabili scelte aziendali come il conferimento totale delle uve da parte dei soci, il rapporto di trasparenza tra soci ed azienda, l’avanguardia tecnologica nella lavorazione delle uve e dei vini, la collaborazione con istituti universitari. Nel 1990 terminano i lavori di ampliamento dell’azienda che riguardano anche la realizzazione della funzionale e suggestiva Cantina di Invecchiamento.
Grazie alla ricerca e alla sperimentazione, nel 2000, nasce il Tùfico, un Verdicchio Superiore che prende il nome dalla particolare tipologia del terreno e che ottiene subito importanti riconoscimenti nazionali e internazionali. Inizia anche un rilevante investimento che riguarda tutto il settore produttivo attraverso l’ammodernamento di attrezzature e strutture e l’acquisto di nuove tecnologie.
Questo processo di sviluppo porta la Colonnara, nel 2001, ad ottenere la certificazione ISO9001. Nel 2004 un altro metodo classico millesimato, la Riserva Ubaldo Rosi entra a far parte della famiglia Colonnara e riscuote subito numerosi successi. Il 2002, invece, è l’anno del Verdicchio Passito Sanctorum, un vino di fine pasto il cui nome vuole evocare la Sancta Sanctorum, il luogo dell’incontro, del silenzio e del dialogo profondo, dove raccogliere le cose più belle e più preziose. Nel 2003 un altro rosso si aggiunge alla produzione Colonnara, il Rosso Conero Nero dei Dori. Nel 2005 ancora un rosso a completamento della gamma: la Lacrima di Morro d’Alba Doc
La Colonnara è inoltre impegnata in un progetto di riconversione dei vigneti verso il biologico e ad oggi 25 ettari di vigneti dei soci hanno ottenuto la certificazione al biologico. L’assunzione dell’agronomo Agostino Pisani è finalizzata anche a questo progetto, oltre ad un continuo miglioramento del lavoro che viene fatto in vigna, in collaborazione con i nostri soci.
Una nuova linea prodotti, denominata “Linea Autoctoni delle Marche” è entrata ad arricchire la gamma dei vini Colonnara a partire dalla vendemmia 2007. Capofila è il CUPRESE Verdicchio Classico Superiore, vino simbolo che l’azienda produce dal 1985. E’ seguito dalle DOC: Lacrima di Morro d’Alba, anch’essa già presente in gamma, Offida doc Passerina, Offida doc Pecorino, Bianchello del Metauro. La produzione di questi ultimi tre vini è stata possibile grazie alla collaborazione con altre strutture cooperative della regione.
Il 2010 è l’anno di Luigi Ghislieri Metodo Classico brut, dedicato al presidente che negli anni ’70 ha recuperato la tradizione spumantistica di Cupramontana dando inizio nella nostra azienda alla produzione degli spumanti. Colonnara infatti produce nel 1970 il suo primo spumante di verdicchio con il Metodo Martinotti e nel 1980 il primo spumante Metodo Classico. Luigi Ghislieri, Metodo Classico brut Verdicchio Doc, è l’ultimo nato tra gli spumanti Colonnara e riassume le qualità estetiche e sensoriali di una azienda che tanto ha dato alla spumantizzazione del Verdicchio.
Oggi la cooperativa conta 110 associati con un totale di 120 ettari di vigneto ed il sapore della tradizione accompagna la nascita di ogni vino.